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Livorno
A causa del progressivo insabbiamento del porto di
Pisa e grazie ai suoi fondali particolarmente
profondi, che permettevano l’attracco anche alle
navi di maggior portata, Livorno divenne la nuova
grande città portuale della Toscana.
Molte sono le opere di particolare interesse storico
ed artistico. Il Quartiere Venezia Nuova: nel
1600 fu iniziata un’opera di ristrutturazione volta
a collegare il borgo vecchio della città con la
Fortezza Nuova ed il mare. Per la realizzazione di
quest’opera furono chiamati specialisti veneziani e
per questo motivo il quartiere assunse il nome di
Venezia Nuova. Nella Livorno di oggi, quest’area
della città rappresenta uno degli angoli più
caratteristici.
Il Pontino: il punto d’incontro tra il canale
maggiore, il Fosso Reale, con il tracciato stradale
vecchio e nuovo fu coperto da un’ampia volta; nel
1700 si creò un grande slargo, l’attuale piazza
della Repubblica, lungo m 240 e percorribile nel
sottosuolo. Con i suoi approdi per le barche, gli
impianti portuali e i ponti, il quartiere è ancora
oggi molto vivace e pittoresco.
Villa Mimbelli – Museo Civico “Giovanni Fattori”:
nella zona a sud di Livorno fu costruita nel 1865,
su incarico del commerciante livornese Francesco
Mimbelli, villa Mimbelli. Edificio in stile
eclettico circondato da un ampio parco, è oggi sede
di un centro culturale con teatro, biblioteca, sale
d’esposizione. Ospita, inoltre, dipinti di proprietà
comunale e soprattutto opere del pittore livornese
Giovanni Fattori (1825-1908).
Pisa
Sono diverse le tesi che riguardano l’origine di
Pisa, alcuni testi sostengono che abbia un’ impronta
ligure, altri ancora la vorrebbero di origine greca,
una cosa è certa ha avuto insediamenti etruschi e
conseguentemente anche romani.
Da sempre città marinara è stata uno dei centri
navali più importanti d’Italia, vogliamo ricordare
che faceva parte delle storica Repubblica Marinara.
Il medioevo è stato il periodo di massimo sviluppo
economico per questa città, di quel periodo ci è
giunto fino a noi la struttura urbanistica del
centro storico, molti edifici religiosi, piazze e
caratteristiche stradine che percorrono
perpendicolarmente tutto l’Arno, l’attuale aspetto
della città non è dovuto ad uno sviluppo regolare
intorno al nucleo originario, come noi tutti
potremmo pensare, bensì si è ampliato attorno al
fiume. Ancora oggi possiamo vedere i quattro
caratteristici quartieri medievali, Forisportam che
è situata a nord-est, Chinzica sulla riva sinistra,
Mezzo e Ponte. Tra gli itinerari obbligati ci sono
la famosissima Torre Pendente, il Battistero, ma non
solo la chiesa di S. Frediano, la Torre Guelfa e la
Basilica di san Pietro Apostolo.
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Volterra
Velathri così veniva chiamata la città quando è
stata fondata dagli Etruschi nel VII secolo a.C.,
aveva un perimetro murario di oltre sette chilometri
lasciando presupporre agli studiosi che oltre alla
città, all’interno vi fossero anche dei terreni
coltivati. Quest’ultimi, non erano altro che una
sorta di scorta di cibo nei periodi in cui vi
fossero degli assedi molto lunghi. La città acquistò
con gli anni molta importanza tanto da diventare una
delle dodici lucomonie della nazione etrusca. Il suo
territorio era molto esteso dal fiume Pesa arrivava
fino al Tirreno e dall’Arno arrivava a raggiungere
la valle del fiume Cornia, questo territorio così
ampio divenne un’ottima base strategica. |
L’aspetto
economico di questo territorio è cambiato negli
anni, infatti un tempo l’unica fonte di commercio
erano l’estrazione del rame, dell’allume,
dell’alabastro e del sale, che poi venivano
conseguentemente lavorati nelle manifatture
volterrane. Oggi alcune di queste attività rimangono
come tradizione, ad esempio le piccole aziende
artigiane che lavorano l’alabastro, ma molte sono
anche le innovazioni, quindi le prime industrie di metalmeccanica e quelle di chimica. Tutt’oggi un
delle prime fonti di reddito del paese è sicuramente
il turismo, attratto non solo dalla millenaria
storia della città stessa, ma anche per i tre
edifici museali che si trovano in essa.
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